{"id":14657,"date":"2024-04-24T22:23:24","date_gmt":"2024-04-24T20:23:24","guid":{"rendered":"http:\/\/opificiodellepietredure.netseven.work\/?p=14657"},"modified":"2024-05-22T11:08:28","modified_gmt":"2024-05-22T09:08:28","slug":"per-marco-ciatti-prato-1-luglio-1955-20-aprile-2024-pensieri-e-ricordi-di-colleghi-e-amici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/opificiodellepietredure.netseven.work\/en\/per-marco-ciatti-prato-1-luglio-1955-20-aprile-2024-pensieri-e-ricordi-di-colleghi-e-amici\/","title":{"rendered":"Per Marco Ciatti (Prato, 1 luglio 1955 \u2013 20 aprile 2024). Pensieri e ricordi di colleghi e amici"},"content":{"rendered":"<p>Certamente Marco Ciatti quando entr\u00f2 nel Ministero recit\u00f2\u00a0 la formula\u00a0 solenne che anche io, qualche anno dopo, fui chiamata a pronunciare : \u201cPrometto\u00a0 di\u00a0 essere\u00a0 fedele\u00a0\u00a0 alla\u00a0\u00a0 Repubblica,\u00a0\u00a0 di \u00a0osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato,\u00a0 di\u00a0 adempiere\u00a0 ai\u00a0 doveri\u00a0 del\u00a0 mio\u00a0 ufficio nell&#8217;interesse dell&#8217;amministrazione per il pubblico bene\u201d.<\/p>\n<p>Anche da questo impegno tutt\u2019altro che scontato, interpretato con seriet\u00e0, immagino sia derivato quel senso di appartenenza che ha caratterizzato\u00a0 il suo vivere l\u2019Opificio delle Dure. Che \u00e8 molto di pi\u00f9 del consueto \u201clavorare a\u201d: nessuna delle articolazioni dell\u2019Istituto gli era estranea, tutte le ha fatte crescere\u00a0 e raccontate, disseminate diceva, con passione.<\/p>\n<p>Anche per questo, oltre che per i singoli raggiungimenti scientifici e operativi, gli dobbiamo gratitudine: per la fitta trama di stima, di \u00a0consonanze, di discussioni feconde, di apertura al futuro\u00a0 che questo vivere ha alimentato attorno all\u2019Opificio.<\/p>\n<p>\u00c8 perci\u00f2 doveroso far conoscere i moltissimi ricordi\u00a0 che dopo la sua morte nonostante tutto improvvisa\u00a0 sono arrivati all\u2019ufficio; riflessi diversi, significativi nella loro diversit\u00e0, di un operare intelligente, appassionato, vigile fino alla fine.<\/p>\n<p><strong><em>Emanuela Daffra<\/em><\/strong><em>, Soprintendente ad interim dell\u2019Opificio delle Pietre Dure<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<hr \/>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Raccogliamo e pubblichiamo di seguito i numerosi pensieri e ricordi dedicati a Marco Ciatti che in questi giorni ci sono stati inviati da istituzioni, amici e colleghi:<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ricordo di Marco Ciatti<br \/>\nSabato 20 aprile ci ha lasciato Marco Ciatti: si tratta di un vuoto incolmabile nella comunit\u00e0 degli storici dell\u2019arte, dei museologi e dei restauratori. Nato a Prato nel 1955, si era laureato in storia dell\u2019arte entrando presto nel sistema delle Soprintendenze statali, prima a Siena dal 1981 al 1984 e da questa data fino al pensionamento nel 2022 presso l\u2019Opificio delle Pietre Dure di Firenze, dove era stato chiamato da Antonio Paolucci, un altro accademico linceo recentemente scomparso, contribuendo in modo sostanziale al prestigio mondiale dell\u2019Istituto, una delle eccellenze italiane nell\u2019ambito storico-artistico. Vicedirettore del settore del restauro dei dipinti e tessuti, nel 2012 aveva ottenuto la qualifica di Dirigente per divenire quindi Soprintendente dell\u2019Opificio, una funzione fondamentale e di grande impegno che ha rivestito negli ultimi dieci anni, affermandosi come uno dei pi\u00f9 competenti specialisti nel campo del restauro, nel quale sperimentava e applicava le tecniche pi\u00f9 aggiornate e che indagava anche sotto il profilo storico, teorico e metodologico.<br \/>\nMarco Ciatti ha sempre concepito il suo lavoro come un impegno civile e pubblico finalizzato alla salvaguardia di esiti sommi della storia dell\u2019umanit\u00e0 da tramandare alle generazioni future. Tra i numerosissimi restauri che ha diretto citiamo solo, accanto ai molti rivolti ad opere d\u2019arte superstiti dall\u2019alluvione fiorentina del 1966 (come l\u2019<em>Ultima Cena<\/em> di Vasari, ritenuta irrecuperabile), la <em>Croce di Santa Maria Novella<\/em> di Giotto, il <em>Cristo risorto<\/em> di Piero della Francesca, l\u2019<em>Adorazione dei Magi<\/em> di Leonardo, la <em>Madonna del cardellino<\/em> di Raffaello, la <em>Decollazione del Battista<\/em> di Caravaggio a Malta. Per ben ventisette anni ha diretto i lavori di restauro della <em>Porta del Paradiso<\/em> di Lorenzo Ghiberti, sperimentandovi sofisticate tecniche innovative. L\u2019indefessa attivit\u00e0 pratica e sul campo, non \u00e8 stata mai stata da lui disgiunta da riflessioni teoriche, tutte pubblicate sulla rivista annuale dell\u2019Opificio che aveva ideato e giunta al sessantatreesimo numero, cos\u00ec come aveva concepito e diretto alcune collane dedicate al restauro, tra le quali \u201cStoria e Teoria del Restauro\u201d. L\u2019attivit\u00e0 didattica &#8211; molto ammirata e di grande coinvolgimento &#8211; tenuta sia presso l\u2019Opificio stesso che presso numerose universit\u00e0 (Siena, Firenze, Bologna, Cattolica e Politecnico di Milano) lo aveva portato a redigere nel 2022 l\u2019utilissima pubblicazione <em>Sul \u2018restauro\u2019 dei beni culturali. Viatico per gli studenti<\/em>. Per le sue competenze \u00e8 stato invitato in tutto il mondo a tenere lezioni, conferenze e a partecipare a convegni su problemi di restauro e di conservazione dei beni culturali. Nel 2011 gli era stato attribuito il premio intitolato a Pasquale Rotondi per l\u2019attivit\u00e0 di recupero delle opere d\u2019arte degradate a seguito di molte calamit\u00e0 naturali. Era da anni accademico dell\u2019Accademia dell\u2019Arte del Disegno di Firenze e, dal 2022, Socio corrispondente dell\u2019Accademia Nazionale dei Lincei, alla quale ha offerto generosamente molte delle sue competenze: basti ricordare il suo proficuo impegno nella Commissione Villa Farnesina e il suo recente contributo al convegno internazionale <em>Perugino and young Raphael: diagnostic investigations and art-historical studies<\/em>.<\/p>\n<p><em><strong>Accademia Nazionale dei Lincei<\/strong>, Presidenza<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E&#8217; inevitabile e anzi doveroso associare la memoria di Marco Ciatti a interventi dell&#8217;OPD sui capolavori dei\u00a0massimi artisti:\u00a0Giotto,\u00a0Beato Angelico, Gentile da Fabriano, Filippo Lippi, Botticelli, Leonardo da Vinci, Mantegna, Raffaello, Rosso Fiorentino, Vasari, Caravaggio&#8230;<br \/>\nMa il valore del suo lascito risiede anche in aspetti meno visibili del suo operato. Mi \u00e8 caro ricordare la\u00a0sua premura per ogni oggetto d&#8217;arte, anche marginale e minore. La tenace difesa dell&#8217;unit\u00e0 di\u00a0metodo, teorizzata dal nostro grande predecessore Umberto Baldini, che sgombrava\u00a0il campo del restauro\u00a0dalle ricette arcane di bottega per collocarlo all&#8217; incrocio tra\u00a0 riflessione filosofica, ricerca scientifica, manualit\u00e0 d&#8217;eccellenza. La fiducia nel &#8220;triangolo virtuoso&#8221;: storico\u00a0dell&#8217;arte-scienziato-restauratore. La comunicazione dei risultati\u00a0 a livello sia scientifico\u00a0sia di alta divulgazione. La centralit\u00e0 della formazione dei giovani, a cui Marco ha dato tanto, dentro e fuori dall&#8217;OPD.\u00a0Il suo senso di responsabilit\u00e0: totale, incrollabile. La sua pacata e cordiale\u00a0umanit\u00e0. E tanto altro ancora, che ci fa sentire dolorosamente la sua mancanza.<\/p>\n<p><strong><em>Cristina Acidini<\/em><\/strong><em>, gi\u00e0 Soprintendente dell\u2019Opificio delle Pietre Dure, Presidente dell\u2019Opera di Santa Croce<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Our condolences for the loss of Professor Marco Ciatti who will be sadly and greatly missed.<br \/>\nWith deepest sympathy from your colleagues from the Jan Matejko Academy of Fine Arts in Krakow.<\/p>\n<p><em><strong>Jaros\u0142aw Adamowicz<\/strong>, PhD, Professor. Dean of the Faculty of Conservation and Restoration of Works of Art<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un ringraziamento da parte mia al dott. Ciatti \u00e8 dovuto per l&#8217;appoggio che ho ricevuto, perch\u00e8 s\u00ec i grandi restauri&#8230;le sfide che altri non avrebbero intrapreso con il suo coraggio e la competenza eccezionali&#8230; ma la passione con cui si preoccupava per l&#8217;Opificio, delle persone e delle sedi, va riconosciuta e anche qui tanta conoscenza e l&#8217;attenzione di un padre.<br \/>\nE cos\u00ec la sua impronta l&#8217;ha lasciata, ha fatto meno clamore di un grande restauro, ma le idee erano chiare, le spalle forti, la determinazione altrettanto e lo sguardo sempre avanti.\u00a0 Davanti alle difficolt\u00e0 mi spronava, cara Lorenza vai avanti non ti fermare&#8230;d\u00ec che lo voglio io e quando serviva lui c&#8217;era, queste lezioni non si dimenticano.<\/p>\n<p><strong><em>Lorenza Alcaro, <\/em><\/strong><em>Funzionario Architetto, OPD<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi unisco a voi in questo doloroso momento con commozione e affetto. Mi sembra fosse quasi ieri che si partecipava insieme al convegno su Perugino a Roma, nell\u2019Accademia dei Lincei, di ottobre scorso, seduti accanto e parlando con il nostro caro e stimatissimo amico Marco. Esprimo le mie pi\u00f9 sincere condoglianze per questo profondo momento di lutto.<\/p>\n<p><strong><em>Carmen C. Bambach<\/em><\/strong><em>, The Metropolitan Museum of Art, New York<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Ora e sempre resistenza<\/em>,<br \/>\nquesta \u00e8 stata una delle ultime frasi pronunciate da Marco quando ormai la terribile malattia lo aveva, <em>indirettamente<\/em> ma, purtroppo, definitivamente vinto. Non la resistenza proclamata da Calamandrei nella celebre epigrafe, ma una resistenza personale, intima, altrettanto decisa contro un avversario altrettanto feroce e che Marco aveva da molti anni assunto come impegno di vita quotidiana, per s\u00e9 stesso, per la sua famiglia, per l\u2019Istituto dell\u2019Opificio delle Pietre Dure. Alla fine, la malattia lo ha vinto, ma fino a quel momento, per tutti i giorni, i mesi, gli anni, Marco ha avuto il sopravvento e lo ha fatto grazie alla sua caparbiet\u00e0 di non cedere, sorretto dal conforto della famiglia, dal sostegno degli amici, dai valori in cui credeva nel mondo del lavoro. \u00c8 stato capace poi di trasformare la resistenza in resilienza, concetto a lui caro, ed affrontare in maniera propositiva le difficolt\u00e0 che la vita stessa gli poneva e continuare nonostante tutto a dirigere l\u2019Istituto nel modo che tutto il mondo gli riconosce. Metaforicamente si pu\u00f2 paragonare un Istituto come l\u2019Opificio delle Pietre Dure ad una nave che deve solcare i mari, ecco con Marco alla guida la nave OPD ha varcato limiti e confini nel mondo del restauro, della ricerca, della didattica. In tutti questi anni ha saputo coordinare i suoi collaboratori rendendo cos\u00ec possibile che si potessero compiere i numerosi e difficili restauri, talvolta anche insperati e che le numerose pubblicazioni, ostinatamente volute da lui, ne sono testimonianza. E sempre, con tutti, con amicizia e passione.<br \/>\nLa scomparsa di Marco porta via un appassionato e convinto funzionario dello stato sostenitore dell\u2019importanza dei valori che le opere d\u2019arte ci tramandano e quindi un accanito fautore della conservazione di tutte le opere d\u2019arte; porta via un affettuoso marito, un tenero padre, un caro amico.<\/p>\n<p><strong><em>(Antonio) Roberto Bellucci<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Difficile accettare che un amico, compagno di studi e di lavoro non sia pi\u00f9 fra noi. Tutti sapevamo dell&#8217;ulteriore lotta che la vita aveva inflitto a Marco, gi\u00e0 provato da altre profonde difficolt\u00e0. Eppure, quel suo modo pacato di raccontarsi, quel suo sguardo limpido e pieno d&#8217;amore e di speranza, faceva presupporre che la lotta sarebbe stata dura, ma avrebbe permesso di condividere ancora molto tempo assieme.<br \/>\nNon \u00e8 stato cos\u00ec. Allora dopo essere rimasta attonita, provo a inviare un mio ricordo personale che fa propri tutti i pensieri di quanti mi hanno preceduta e aggiunge una nota. Marco era pronto a confrontarsi sempre, sapendosi mettere sullo stesso piano e ad accettare le idee altrui, anche se queste non corrispondevano a quello che avrebbe voluto. Questo scambio, questo rispetto, questo modo di costruire ci ha permesso di realizzare assieme cose importanti per il nostro lavoro. Ci ha fatti crescere entrambi, ci ha aperto la mente.<br \/>\nAuguro alle future generazioni di storici dell&#8217;arte e restauratori di trovare sul loro percorso almeno un &#8220;Marco&#8221; con cui crescere e solidificare le conoscenze con apertura al futuro e occhio rivolto al passato, testimone della nostra storia, delle nostre conquiste, dei nostri errori.<br \/>\nCiao Marco, guida ancora i giovani sulla strada giusta. C&#8217;\u00e8 tanto bisogno di avere riferimenti solidi e tu li hai lasciati attraverso i tuoi scritti e le tue opere.<br \/>\nChe tu possa essere sereno!<br \/>\nTua<\/p>\n<p><em><strong>Monica Bietti<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dalle tante testimonianze pervenute, vedo che molte e molti dichiarano di avere imparato da Marco. Ho la presunzione di pensare che lui qualcosa abbia imparato da me, nei miei dodici anni di direzione dell&#8217;Opificio. Io, a mia volta, avevo imparato da altri, prima di me. Si chiama trasmissione delle conoscenze; esiste anche negli altri esseri viventi, ma inconsapevole. Il migliore servigio che possiamo rendere al ricordo di Marco \u00e8 allora di vivere quanto ancora ci rimane in quello spirito di confronto, apertura, disponibilit\u00e0, buona volont\u00e0, impegno scientifico e civile, senza il quale la conoscenza si arresta e regredisce.<br \/>\nL&#8217;umanit\u00e0, intesa come genere umano, ha necessit\u00e0 di umanit\u00e0, intesa come insieme di virt\u00f9 umane. Addio, Marco<\/p>\n<p><em><strong>Giorgio Bonsanti<\/strong>, gi\u00e0 Soprintendente dell&#8217;Opificio delle Pietre Dure<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marco Ciatti ha fortemente contribuito, con la sua intelligenza e sensibilit\u00e0, a fare dell\u2019Opificio un punto di riferimento unico per gli operatori del restauro in Europa e nel mondo. Con la sua visione aperta ed attenta alle innovazioni tecnico-scientifiche, ha promosso collaborazioni sempre pi\u00f9 estese con universit\u00e0 e centri di ricerca nazionali e internazionali, dando impulso alla ricerca e contribuendo a fare dell\u2019Opificio un\u2019istituzione di avanguardia nell\u2019uso delle metodologie pi\u00f9 avanzate della scienza del patrimonio. In questo ambito, ha partecipato fin dai primi passi alle iniziative per la creazione della infrastruttura di ricerca europea E-RIHS ed ha aperto gli archivi dell\u2019Opificio all\u2019accesso di tutti i ricercatori europei nel campo della conservazione, perch\u00e9 potessero usufruire delle straordinarie esperienze accumulate nell\u2019istituzione nel corso degli anni. Dei nostri incontri, ricordo la sua convinzione e passione gentile nel sottolineare quanto l\u2019integrazione degli studi storico-artistici con le indagini scientifiche possa risultare decisiva non solo per i trattamenti conservativi o di restauro, ma anche per il posizionamento attributivo, cronologico e critico delle opere.<br \/>\nNell\u2019esprimere cordoglio per la sua scomparsa, mi unisco ai tanti che sentiranno la mancanza non solo di un amico generoso e sincero, ma anche di un autentico modello di professionalit\u00e0 e competenza.<\/p>\n<p><strong><em>Bruno Brunetti<\/em><\/strong><em>, gi\u00e0 Ordinario di Chimica Inorganica dell\u2019Universit\u00e0 di Perugia e Coordinatore dei progetti LabS TECH, Eu-ARTECH e CHARISMA<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Trasmettere il ricordo vuol dire tradurre in parole emozioni e sentimenti che hanno sostanziato i rapporti fra le persone. Ritengo perci\u00f2 importante cercare di contenersi su quanto particolarmente apprezzato. Nel rapporto quasi da figliol prodigo, rientrando nell\u2019istituto che mi aveva visto crescere a seguito degli eventi dolorosi della bomba dei Georgofili, ho trovato nell\u2019intendere l\u2019incarico direttivo di Marco una particolare disponibilit\u00e0 al dialogo; mai, anche nel dibattito di opinioni tecniche, ha assunto posizioni di prevalenza gerarchica, qualit\u00e0 non comune che voglio aggiungere a tutti gli altri ricordi.<\/p>\n<p><strong><em>Ezio Buzzegoli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Del professor Ciatti, ho il ricordo legato ad alcune lezioni seguite all\u2019Universit\u00e0 di Siena, di un corso sulle tecniche di restauro divise con il professor Bagnoli. Furono 4\/5 incontri, se non ricordo male, cos\u00ec profondi che mi trasmisero, oltre che le conoscenze, il senso del suo amore nei confronti delle opere d\u2019arte, la sua incrollabile competenza, la facilit\u00e0 nel raccontare i metodi, le criticit\u00e0, i risultati. Fu il classico caso di quando brevi momenti, ti lasciano un senso perdurante di crescita. Per questo, malgrado i molti anni passati da quelle lezioni, alla notizia, ho sinceramente provato tristezza e dispiacere.<\/p>\n<p><em><strong>Riccardo Carresi<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La perdita di Marco Ciatti \u00e8 un grande lutto per i colleghi dell&#8217;Opificio, a cui va il mio abbraccio sentito. Ma \u00e8 un lutto e una perdita insostituibile per tutti noi restauratori, che da oggi siamo un po&#8217; pi\u00f9 soli. Ci lascia una persona che ha unito competenza, garbo, rigore e spirito di servizio ormai sempre pi\u00f9 rari.<br \/>\nLo ricordo con riconoscenza,<\/p>\n<p><strong><em>Angela Cerasuolo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un forte ringraziamento e infinita riconoscenza per il &#8220;Capitano&#8221; di questa grande &#8220;nave&#8221; dell&#8217; OPD, Marco Ciatti, per quanto ci ha trasmesso con la sua profonda conoscenza, sensibilit\u00e0 e passione che ha fatto la differenza nelle nostre vite di restauratori di opere d&#8217;arte.<br \/>\nLe pi\u00f9 sincere condoglianze ai familiari.<\/p>\n<p><strong><em>Melissa Ceriachi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>As I think about the loss of Marco Ciatti, two images come to my mind. The first is a lively, early summer lunch with a Marco and friends of the Opificio during sometime in the 1980s. He was young, enthusiastic, and deeply dedicated, and passionate about the work at the Opficio and the crucial role this extraordinary institution has played in preserving one of the great patrimonies of the world. The other was many years latr in Los Angeles, where in 2013 I gave a very general, public lecture about Giotto. By this time Marco had been in charge of the Opificio for just under thirty years and had directed the conservation of extraordinary works that sometimes required completely new analytic approaches. \u201cYikes\u201d, I thought, \u201cWhat will Marco make of this.\u201d But of course, he was incredibly generous and came up not only to greet me and say a few nice words but to let me know that concerning some thorny issues that continue to be divide scholars we were on the same page. I should not have been surprised, because my views had been so strongly shaped by discussions with him and my colleagues at the Opificio and the works I had been privileged to see and discuss with those charged with their care. In the case of Giotto, these works included the fragmentary but incredibly important Madonna from the parish church of Borgo San Lorenzo as well as the monumental crucifixes from Santa Maria Novella and Ognissanti. In each case, the Opificio\u2019s work was transformational. Like so many others, over the years I have built up an enormous debt to my colleagues in the Opificio delle Pietre Dure and above all to Marco, who facilitated visits and welcomed discussions and was obviously and justifiably proud of the important work for which he was responsible and the fundamental contributions their work has made to the history of art. In an Instagram post, Cecilia Frosinini gave wonderful tribute to Marco\u2019s rare combination of dedication and levity, seriousness and humor: \u201c34 anni di amicizia, lavoro e scherzo,\u201d her caption read. The accompanying photo is the way I will remember him: his restrained attire that was typically Florentine in its casual formality, his broad, graying mustache, reading glasses half way down his nose, and that knowing gaze and bemused smile that always greeted me on visits.<\/p>\n<p><em><strong>Keith Christiansen<\/strong>, Curator Emeritus, The Metropolitan Museum<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Un caro saluto al prof. Ciatti!! Mi piace ricordarlo in aula mentre spiegava &#8220;teoria del restauro&#8221;, custodisco ancora i suoi preziosi appunti\u00a0 a distanza oramai di circa 20 anni! Un altro piacevole ricordo riguarda la sua passione per lo sport: in occasione dei mondiali di calcio presso i Laboratori della Fortezza ci si fermava a vedere le partite, era il primo tifoso e ci teneva tantissimo!!<br \/>\nUn caloroso abbraccio da Bartolomeo<\/p>\n<p><strong><em>Bartolomeo Ciccone<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Buon viaggio Prof. Ciatti. Conservo ancora i suoi appunti di Storia del Tessuto, la sua prima specializzazione. Da allora il nostro cammino si \u00e8 incrociato pi\u00f9 volte in Opificio e Lei non voleva che la chiamassi ancora Prof, la faceva sentire &#8216;anziano&#8217;. Lass\u00f9 sar\u00e0 in buona compagnia con i Grandi del restauro<\/p>\n<p><strong><em>Valeria Cocchetti,<\/em><\/strong><em> Restauratore, settore Dipinti (Diploma OPD 1985)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Addio a Marco Ciatti<br \/>\nCon la scomparsa di Marco Ciatti, il mondo del restauro dei beni artistici perde un protagonista fra i pi\u00f9 eccellenti, che ad esso ha dedicato passione e competenza straordinarie. La sua lunga e intensa carriera al servizio dello Stato si \u00e8 svolta quasi per intero all\u2019Opificio delle Pietre Dure di Firenze, prima come funzionario e per dieci anni da Soprintendente, contribuendo in maniera sostanziale alla crescita dell\u2019Istituto, anche in ambito internazionale. E proprio come Soprintendente Marco Ciatti ha accolto la richiesta di affidare il restauro del Volto Santo, attualmente in corso, all\u2019Opificio che ne ha assunto la pratica realizzazione e la responsabilit\u00e0 dell\u2019articolata campagna diagnostica di supporto all\u2019 intervento. Dopo avere impostato con la consueta efficienza i termini della collaborazione, Marco Ciatti \u00e8 rimasto a far parte del Comitato Scientifico che affianca i lavori, offrendo anche qui un contributo essenziale di esperienza e di accostante umanit\u00e0. Ne ha dato prova anche nei suoi sofferti giorni in ospedale, chiedendo notizie di una riunione tenutasi a Lucca: il Volto Santo \u00e8 stato fra i suoi ultimi pensieri.<br \/>\nNel Comitato Scientifico rester\u00e0 viva e riconoscente la memoria di un professionista di grande qualit\u00e0 e di un uomo buono.<\/p>\n<p><em><strong>Il Comitato scientifico per il restauro del Volto Santo di Lucca<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutta la Commissione tecnica \u00e8 unita nel voler ricordare con dolore e rimpianto Marco Ciatti, mancato il 20 aprile 2024. Marco, che della Commissione \u00e8 stato per oltre un decennio uno dei membri pi\u00f9 attivi e propositivi, capace di unire competenza (anche severit\u00e0, a volte, quando era necessario) a un garbo inestimabile e raro.<br \/>\nIn quest\u2019 ultima commissione, purtroppo, Marco ha potuto partecipare solo per pochi mesi per raggiunti limiti di et\u00e0 e da allora l\u2019Opificio delle Pietre Dure non \u00e8 rappresentato per il Ministero della Cultura, nonostante i numerosi solleciti da parte della Commissione, inascoltati.<br \/>\nMa di Marco resta comunque la qualit\u00e0 delle sue proposte nel settore dell\u2019insegnamento del restauro che gli stava enormemente a cuore e nei lavori della Commissione, proposte messe in pratica ancora oggi, un\u2019eredit\u00e0 di cui gli saremo sempre grati, nonostante il dolore di non poterne pi\u00f9 discutere insieme.<br \/>\nGrazie Marco!<\/p>\n<p><strong><em>Commissione tecnica per le attivit\u00e0 istruttorie finalizzate all&#8217;accreditamento delle istituzioni formative e per la vigilanza sull&#8217;insegnamento del restauro: Caterina Bon Valsassina, Carla Bertorello, Francesca Capanna, Piergiulio Cappelletti, Giuseppe Carci, Cesare Feiffer, Alessandra Marino, Andrea Pane, Renata Prescia, Maria Letizia Sebastiani<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Marco uomo intelligente e modesto, riflessivo pensoso e di cuore pacato nelle sue manifestazioni di amicizia, lascia in me un grande rispetto per coloro che hanno attraversato una parte importante della mia vita lasciando di s\u00e9 una traccia molto significativa<\/p>\n<p><em><strong>Simonella Condemi<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con la presente vi chiedo di portare alla famiglia del Prof. Ciatti il cordoglio del direttivo della categoria restauro di Confartigianato Imprese e la mia diretta partecipazione al lutto. Ricordiamo tutti il prof. Ciatti per la profonda conoscenza del settore e per la valorizzazione della figura del Restauratore di BBCC, specialmente come direttore del centro OPD di Firenze.<br \/>\nChe la terra gli sia lieve.<\/p>\n<p><strong><em>Confartigianato Restauro: Borgogno Roberto<\/em><\/strong><em>, Presidente Nazionale Confartigianato Restauro<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Marco Ciatti, un uomo che ha dedicato la sua vita allo studio e alla tutela dell&#8217;arte. Insieme a lui e all&#8217;Opificio delle Pietre Dure, l&#8217;Istituto Nazionale di Ottica del CNR ha condiviso obiettivi e progetti ambiziosi che continuer\u00e0 a portare avanti anche come parte del suo prezioso lascito.<\/p>\n<p><strong><em>CNR-INO: Laura Benassi<\/em><\/strong> <em>a nome dell&#8217;Istituto Nazionale di Ottica del CNR<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La direttrice Costanza Miliani, insieme al personale dell&#8217;Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Marco Ciatti, pioniere delle scienze del patrimonio culturale.<br \/>\nLa sua eredit\u00e0 continuer\u00e0 a ispirare noi e le generazioni future.<\/p>\n<p><strong><em>CNR-ISPC: Costanza Miliani<\/em><\/strong><em> ed il personale dell\u2019ISPC<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho avuto il privilegio di incontrare Marco Ciatti nel dicembre 2015, poche settimane dopo aver iniziato il mio incarico da direttrice del Bargello. Avevo gi\u00e0 letto alcune delle sue pubblicazioni, conoscevo bene il suo lavoro come Soprintendente dell&#8217;OPD e la stima che gli riservavano alcuni colleghi con cui avevo lavorato negli Stati Uniti. Fin dai primi incontri fiorentini, ne ho apprezzato il garbo, la signorilit\u00e0, la competenza scientifica e la dedizione verso l\u2019Opificio delle Pietre Dure. Abbiamo avviato fin dai primi mesi del mio incarico una collaborazione istituzionale per la ricerca, la manutenzione e il restauro di diverse opere delle collezioni dei Musei del Bargello, dai materiali lapidei, ai tessuti e alle oreficerie. I due progetti pi\u00f9 impegnativi, durante il mio mandato da Direttrice, sono stati avviati sul San Marco di Donatello ad Orsanmichele e sul Paradiso di Giotto e bottega nella cappella della Maddalena al Museo Nazionale del Bargello pochi mesi prima dell\u2019interruzione forzata delle attivit\u00e0, causata dall\u2019emergenza pandemica del 2020. Tuttavia grazie ad una grande sintonia istituzionale, una meticolosa organizzazione delle procedure di sicurezza e alla collaborazione del personale delle rispettive istituzioni, siamo ripartiti non appena i protocolli di sicurezza nazionali lo hanno permesso, completando diagnostica, manutenzione e restauro nei tempi previsti o con poco ritardo nel 2021.<br \/>\nNon ci vedevamo di frequente, ma ogni scambio epistolare, telefonico, insieme con gli incontri di persona erano sempre per me molto proficui tanto relativamente alle buone pratiche di manutenzione programmata e restauro, quanto a ricerca e innovazione.<br \/>\nSono stata onorata di aver collaborato con un dirigente dello Stato cos\u00ec competente e di cui si sentir\u00e0 la mancanza.<\/p>\n<p><strong><em>Paola D&#8217;Agostino,<\/em><\/strong> <em>gi\u00e0 Direttore dei Musei del Bargello<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I Tecnologi del legno del DAGRI dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze ricordano con affetto e commozione MARCO CIATTI, che per tanti anni li ha onorati della sua amicizia, e della sua saggia e lungimirante collaborazione nell\u2019impostazione delle attivit\u00e0 scientifiche comuni.<br \/>\nAlla Famiglia e ai Colleghi dell&#8217;Opificio le nostre sincere condoglianze.<\/p>\n<p><strong><em>DAGRI \u2013 Unifi: Marco Fioravanti, Giacomo Goli, Paola Mazzanti, Lorenzo Riparbelli, Marco Togni, Luca Uzielli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se sono qui a scrivere \u00e8 per ricordare l\u2019uomo, l\u2019amico, il \u201ccompagno di banco\u201d, come amava dire nei miei confronti. \u201cVent\u2019anni di Fortezza non si augurano al peggior nemico\u201d (sempre parole sue).<br \/>\nInsieme, in quella sede distaccata dell\u2019OPD, abbiamo lavorato, tanto. Abbiamo affrontato difficolt\u00e0 e mietuto successi. Prima in una stanzuccia a piano terra, per un periodo anche con la dolcissima Maria Grazia Vaccari, che purtroppo ci ha lasciati ormai diversi anni fa. Accanto c\u2019era l\u2019ufficio (si fa per dire: era un buco oscuro) di Antonio Paolucci alla sua prima esperienza OPD. Sia Antonio che Marco all\u2019epoca fumavano il sigaro\u2026 fino dalle 7 di mattina\u2026<br \/>\nPoi, dopo la ristrutturazione della sede di Fortezza, avemmo il lusso di due uffici gemelli, con finestra! E cos\u00ec la mattina iniziavamo la giornata: i programmi (e le grane) del giorno, un\u2019occhiata rapida ai titoli dei giornali, un piccolo sfogo sui rispettivi problemi personali (\u201c\u00e8 la vita \u2026 Marco &#8230;Cristina\u2026 bisogna affrontare anche quella\u201d), un sorriso e una battuta per farsi coraggio \u2026 e poi via! Ci vediamo dopo. Auguri!<br \/>\nE poi ricordo Marco davanti al mare di Castiglioncello, da lui amatissimo, a inebriarsi di luce e di azzurro, fino all\u2019estate scorsa, l\u2019ultima. \u201cChe dici mi compro una canna da pesca e mollo tutto?\u201d Io e la sua cara moglie ridevamo: figurarsi! Non ce lo vedevamo proprio \u2026<br \/>\nAddio Marco, amico mio, compagno di tanta vita. Forse ci rivedremo dove dicevi tu<\/p>\n<p><em><strong>Cristina Danti<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci uniamo al dolore per la scomparsa di Marco Ciatti, storico dell&#8217;arte per lungo tempo alla guida dell&#8217;Opificio delle Pietre Dure, dove ha diretto importantissimi lavori di restauro svolgendo il suo servizio in modo esemplare, con passione, impegno e generosit\u00e0, insegnando alle nuove generazioni.<\/p>\n<p><strong><em>Direzione Generale Educazione, ricerca e istituti culturali &#8211; MiC<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1980, allorch\u00e9 venni dichiarato vincitore del concorso per storici dell&#8217;arte bandito nel 1978 (lo stesso che consent\u00ec nel 1981 a Marco Ciatti l&#8217;ingresso nella Soprintendenza di Siena, sua prima sede di servizio), ero gi\u00e0 di ruolo nella scuola ma non esitai ad abbandonare una cattedra per abbracciare con entusiasmo la nuova carriera; ci\u00f2 che mi attraeva del nuovo lavoro era la possibilit\u00e0 di occuparmi, attraverso il restauro e le buone pratiche di conservazione, della fisicit\u00e0 dei manufatti. Questa irresistibile attrazione, che si nutriva della convinzione che le nozioni apprese sui testi dovessero essere sottoposte al vaglio del rigoroso accertamento delle tecniche esecutive e della prassi manutentiva vigente nelle varie epoche, accomunava un&#8217;intera generazione di storici dell&#8217;arte, alla quale apparteneva anche Marco Ciatti, di sette anni pi\u00f9 giovane di me. Spesso, per far comprendere quanto delicato fosse l&#8217;equilibrio fra l&#8217;ottica dello storico dell&#8217;arte e l&#8217;ottica del restauratore, Marco usava riferirsi alla prassi vigente alla National Gallery di Londra, con la quale ebbe frequenti contatti: a Londra \u2013 raccontava \u2013 i conservatori delle varie sezioni del museo ritengono esaurito il loro compito nel momento in cui decidono di affidare un&#8217;opera al Laboratorio di Restauro e non ritengono necessario confrontarsi con i restauratori sulle scelte da compiersi. In Italia, invece, da Brandi in poi lo storico \u201csi sporca le mani\u201d (non solo metaforicamente, talvolta) occupandosi di problemi tecnici in un rapporto \u2013 non sempre idilliaco, ma comunque arricchente \u2013 con gli operatori del restauro.<br \/>\nQuesto amava ripetere Marco e questa ottica, come una stella polare, ha orientato la mia trentennale attivit\u00e0 di funzionario di Soprintendenza, dapprima a Pisa e poi \u2013 per cinque lustri \u2013 a Genova; queste convinzioni mi hanno portato, in pieno accordo con Marco e con Giorgio Bonsanti, a mettere in moto la complessa operazione che ha portato al restauro della croce dipinta di Sarzana (1138) e, in seguito, hanno presieduto \u2013 finch\u00e9 ne ho avuto la responsabilit\u00e0 \u2013 al funzionamento del Laboratorio di Restauro della Soprinendenza per i Beni Artistici e Storici della Liguria. Questa fervida stagione si \u00e8 chiusa da tempo ma, con l&#8217;ottimismo della volont\u00e0, confidiamo che la sua eredit\u00e0, come un fiume carsico, possa continuare ad agire, anche nel nome di uno dei suoi protagonisti.<\/p>\n<p><strong><em>Piero Donati<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Galleria Nazionale dell&#8217;Umbria partecipa al cordoglio per la scomparsa di Marco Ciatti, stimatissimo professionista, integro uomo dello Stato, persona di grande umanit\u00e0.<br \/>\nUna perdita che lascia un profondo vuoto nel mondo del restauro, della storia dell&#8217;arte, della cultura.<br \/>\nIl suo esempio vivr\u00e0 nell&#8217;attivit\u00e0 operativa e di ricerca dell&#8217;Opificio delle Pietre Dure e nel percorso dei tanti allievi formatisi con lui.<\/p>\n<p><strong><em>Costantino D&#8217;Orazio<\/em><\/strong><em> <strong>e i dipendenti tutti<\/strong>, Direttore dei Musei Nazionali di Perugia &#8211; Direzione Regionale Musei Umbria<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marco will be remembered and missed for so many things, but especially for his great kindness. Although often busy with meetings and other undertakings, he always made time to greet friends and colleagues when visiting the the Fortezza. Then there was his infectious enthusiasm for dugento painting and I have learnt so much from him. I am particularly grateful that in these last, difficult years we have been able to spend time together when serving on the advisory commission for the cleaning of Cimabue\u2019s Maest\u00e0 at the Louvre. I shall always remember the delight in his eyes when he announced that the cleaning of this work would transform our understanding of the development of painting in Italy. I now realise that he must have been very ill, but he never lost that sense of passion and excitement when confronted with a great work of art.<\/p>\n<p><em><strong>Jill Dunkerton<\/strong>, The National Gallery, London<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All&#8217;inizio della sua carriera Marco era ispettore funzionario alla Soprintendenza di Siena, dove l&#8217;ho conosciuto. \u00c8 sempre stato una persona gentile, pacata e molto molto professionale. Forse era anche un po&#8217; timido, questa almeno era la mia impressione, o solo schivo, ma non prevaricava mai gli altri, anche nei discorsi. La sua innata gentilezza d&#8217;animo era sempre superiore ad ogni altro atteggiamento.<br \/>\nSono felice di averlo conosciuto e credo che lo siano anche gli altri &#8220;ragazzi&#8221; di allora.<br \/>\nCiao Marco<\/p>\n<p><strong><em>Anna Maria Emanuele\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marco Ciatti geh\u00f6rt zu den f\u00fchrenden Pers\u00f6nlichkeiten auf dem Gebiet der Restaurierung, Konservierung, Denkmalpflege und Kunstwissenschaft in Italien und Europa. Gleicherma\u00dfen gebildet als Historiker wie als Restaurator verk\u00f6rperte er geradezu den idealen Sachwalter des kulturellen Erbes. Man wei\u00df nicht, was mehr zu bewundern ist \u2013 seine umfassende Belesenheit, sein ph\u00e4nomenales Wissen um Kunst- und Kulturgeschichte, seine exzeptionellen Restaurierungen von Meisterwerken der besten K\u00fcnstler oder seine zahlreichen gro\u00dfartigen Publikationen, die Ma\u00dfst\u00e4be setzen und noch Jahrzehnte lang Standardliteratur sein werden.<br \/>\nSeine Verdienste als Leiter des Opificio delle Pietre Dure in Florenz sind nicht nur f\u00fcr die italienischen Meisterwerke unsch\u00e4tzbar \u2013 Generationen von jungen Restauratoren erhielten dort eine ph\u00e4nomenale Ausbildung und lernten unter seiner \u00c4gide, was Restaurierung und Konservierung tats\u00e4chlich sein kann und mit welch hohem ethischem Anspruch und fachlich-handwerklicher Kompetenz Kunst erhalten werden kann und erhalten werden muss.<br \/>\nEs f\u00e4llt schwer, andere Pers\u00f6nlichkeiten zu nennen, die \u00fcber Jahrzehnte hinweg ein so hohes Niveau der Restaurierung\/Konservierung entwickelt und umgesetzt haben.<br \/>\nSeine Lebensleistungen sind Vorbild und setzen Ma\u00dfst\u00e4be f\u00fcr das eigene Tun.<br \/>\nDankbar sind wir f\u00fcr seine Jahrzehnte lange F\u00f6rderung und Unterst\u00fctzung, f\u00fcr gemeinsame Projekte und seine Freundschaft.<br \/>\nSeiner Familie und den Mitarbeitern \u201eseines\u201c Opificio gilt unser Mitgef\u00fchl.<\/p>\n<p><em>Marco Ciatti \u00e8 stato una delle figure di spicco nel campo del restauro, della conservazione, della tutela dei monumenti e della storia dell&#8217;arte in Italia e in Europa.<br \/>\nCome storico dell\u2019arte dedicato al restauro \u00e8 stato custode ideale del patrimonio culturale. \u00c8 difficile capire cosa ammirare di pi\u00f9: le sue profonde e fenomenali conoscenze della storia dell&#8217;arte e della cultura, gli eccezionali restauri che lui ha diretto, di capolavori dei migliori artisti, o le sue numerose e magnifiche pubblicazioni, che hanno stabilito degli standard e rimarranno un punto di riferimento per la ricerca negli anni a venire.<br \/>\n<\/em><em>I suoi meriti come direttore dell&#8217;Opificio delle Pietre Dure di Firenze non sono solo inestimabili per i capolavori italiani: generazioni di giovani restauratori hanno ricevuto una formazione eccezionale e hanno imparato sotto la sua guida cosa pu\u00f2 significare il restauro e la conservazione, e con quali elevati standard etici e competenze tecniche l&#8217;arte pu\u00f2 e deve essere preservata.<br \/>\n<\/em><em>\u00c8 difficile citare altre personalit\u00e0 che abbiano sviluppato e realizzato un cos\u00ec alto livello di restauro e conservazione nel corso dei decenni.<br \/>\n<\/em><em>I risultati ottenuti nel corso della sua vita sono un punto di riferimento e stabiliscono gli standard per il nostro lavoro.<br \/>\n<\/em><em>Siamo grati per i suoi decenni di incoraggiamento e sostegno, per i progetti comuni e per la sua amicizia.<br \/>\n<\/em><em>Le nostre condoglianze vanno alla sua famiglia e ai dipendenti del \u201csuo\u201d Opificio.<\/em><\/p>\n<p><em>Prof. Dipl.-Restaurator <strong>Erwin Emmerling<\/strong>, ehem. Ordinarius am Lehrstuhl f\u00fcr Restaurierung, Kunsttechnologie und Konservierungswissenschaft, Technische Universit\u00e4t M\u00fcnchen<br \/>\n<\/em><em>Dr. Dipl.-Restauratorin <strong>Cristina Thieme<\/strong>, Tiroler Landesmuseen, Innsbruck<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Celle oggi ricorda con stima e affetto il Professor Marco Ciatti che ha portato alla Collezione, tramite il Master per l&#8217;arte contemporanea, tanta competenza e illuminata amicizia.<\/p>\n<p><strong><em>Fattoria di Celle \u2013 Collezione Gori<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Marco Ciatti che con il suo impegno e la sua grande professionalit\u00e0 ha contribuito a rafforzare in questi anni la collaborazione tra l\u2019 Opificio delle Pietre Dure e la nostra Istituzione.<br \/>\n\u00c8 grazie a lui che abbiamo portato avanti il progetto Fondazione Opificio, in questa foto lo ricordiamo alla presentazione del Master in conservazione e gestione delle opere d\u2019arte contemporanea.<br \/>\nLe nostre pi\u00f9 sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari.<\/p>\n<p><strong><em>Fondazione CR Firenze<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La Fondazione Palazzo Strozzi ricorda con commozione e gratitudine Marco Ciatti (1955-2024), direttore del settore restauro dei dipinti e Soprintendente dell\u2019Opificio delle Pietre Dure.<br \/>\nNegli anni in cui ha prestato servizio con passione, dedizione e competenza, si \u00e8 creata una stretta sinergia personale e istituzionale che ha portato alla realizzazione di restauri di eccezionale rilievo, sia per la conservazione di queste opere, sia per la loro migliore conoscenza. L\u2019impegno e la visione di Marco Ciatti hanno lasciato un&#8217;impronta indelebile nel panorama culturale italiano e internazionale, favorendo il successo di mostre di Palazzo Strozzi come \u201cBronzino\u201d (2010), \u201cLa Primavera del Rinascimento\u201d (2013), \u201cPontormo e Rosso Fiorentino\u201d (2014), \u201cIl Cinquecento a Firenze\u201d (2017), \u201cVerrocchio, il maestro di Leonardo\u201d (2018) e \u201cDonatello, il Rinascimento\u201d (2022).<\/p>\n<p><strong><em>Fondazione Palazzo Strozzi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La Fondazione Pedretti ricorda con commozione e gratitudine Marco Ciatti (1955-2024), direttore del settore restauro dei dipinti e Soprintendente dell\u2019Opificio delle Pietre Dure.<br \/>\nI suoi rapporti con Carlo Pedretti sono stati molteplici, ma particolarmente caro fu per il professore l\u2019invito ricevuto da Ciatti per osservare da vicino il restauro dell\u2019Adorazione dei Magi.<br \/>\nCi lascia una splendida persona, un esperto raffinato, uno studioso eccellente e con un occhio ai piccoli, grandi dettagli.<\/p>\n<p><strong><em>Nuova Fondazione Rossana e Carlo Pedretti<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Marco \u00e8 stato per me, in primo luogo, un brillante, cordiale, indimenticabile collega di studi universitari. Lo ricordo alle lezioni di Storia dell\u2019arte sempre attento e gentile. Nei corridoi dell\u2019Istituto scambiavamo opinioni, bibliografie. Nei decenni, poi, della sua formidabile, generosa attivit\u00e0 (preferisco questo termine a quello di \u2018carriera\u2019) nel campo degli studi e del restauro, \u00e8 sempre stato prodigo di informazioni, suggerimenti, scambi. Lo ricordo in tempi lontani a Siena in Soprintendenza, ancor prima che all\u2019Opificio, dove mi ricevette pi\u00f9 d\u2019una volta. Per non parlare poi delle sue presentazioni alla Fortezza e in altri luoghi istituzionali.<br \/>\nUn coetaneo, collega e studioso con la gentilezza d\u2019altri tempi, con la professionalit\u00e0 e le conoscenze sempre aggiornate,\u00a0 anzi spesso in anticipo sui tempi. Non lo dimenticheremo, grazie Marco<\/p>\n<p><strong><em>Gloria Fossi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Marco Ciatti (1955-2024)<br \/>\nScrivere questa memoria mi costa molto, dal punto di vista umano, perch\u00e9 mai avrei voluto trovarmi nella condizione di farlo.<br \/>\nEppure al tempo stesso trovo doveroso farlo. Grazie al legame strettissimo che ho avuto con Marco Ciatti sul lavoro, in un lasso di tempo di pi\u00f9 di 30 anni, vorrei riuscire a trasmettere qualcosa di pi\u00f9, se possibile, oltre le attestazioni di stima, di rispetto e di apprezzamento che tutto il mondo sta testimoniando verso la sua indiscussa statura intellettuale e scientifica e il suo lato umano, cos\u00ec peculiare nel nostro mondo.<br \/>\nNella sua generazione &#8211; la nostra &#8211; Marco ha sperimentato e contribuito a creare, forse come nessun altro, un cambiamento nel mondo del restauro che solo dopo, con il consueto ritardo, anche la lenta burocrazia amministrativa si \u00e8 dovuta adattare a riconoscere: quello della reale equiparazione fra le tre professionalit\u00e0 che insistono nel campo del restauro, storici dell\u2019arte, restauratori ed esperti scientifici. Ma soprattutto ha dato prova, nella realt\u00e0 quotidiana, della stima e della considerazione delle alte competenze dei restauratori, grazie anche all\u2019affiancamento con personalit\u00e0 straordinarie che in quel contesto, di rispetto e di grandi occasioni, trovavano modo di esprimersi. La vita all\u2019interno del laboratorio di restauro dipinti della Fortezza da Basso, quella costola tutta speciale dell\u2019Opificio delle Pietre Dure che lui ha seguito e diretto per decenni, lo testimoniava a chiunque entrasse in contatto con noi.<br \/>\nAccanto a Marco, con lui e spesso lasciati emergere prima di lui, c\u2019erano le competenze di Roberto Bellucci, Paola Bracco, Lucia Bresci, Ezio Buzzegoli, Ciro Castelli, Ottavio Ciappi, Patrizia Riitano, Andrea Santacesaria, per citare solo alcuni nomi attraverso le generazioni di restauratori (ed in ordine rigorosamente alfabetico).<br \/>\nContemporaneamente c\u2019era la trasmissione, attraverso l\u2019insegnamento a generazioni di studenti, di questa idea non gerarchica e non elitaria del modo di fare restauro, di esercitare la tutela, di vivere il senso dello stato che \u00e8 ciascuno di noi (come diceva il vecchio slogan &#8211; a lui tanto caro &#8211; del maggio francese).<br \/>\nStudenti destinati a ripercorrere le strade del restauro e studenti storici dell\u2019arte: gli uni perch\u00e9 sentissero l\u2019orgoglio e la responsabilit\u00e0 della professione; gli altri perch\u00e9 imparassero l\u2019umilt\u00e0 e la condivisione con competenze diverse e complementari che spesso gli studi accademici sottovalutano se non, addirittura, negano.<br \/>\nVorrei concludere con la citazione di un testo che Marco ed io abbiamo condiviso, emblematico di questo modo di fare restauro, di fare storia dell\u2019arte, ma, ancora di pi\u00f9, di fare cultura. Un breve passaggio da un volume dedicato a indagini e scoperte sul Beato Angelico, del 2008: <strong>\u00abNon si tratta dunque di affermare la superiorit\u00e0 di un metodo sull\u2019altro, come pu\u00f2 accadere se ci\u00f2 fosse solo una moda temporanea, ma della consapevolezza che se ci rendiamo conto della reale complessit\u00e0 di significati di cui l\u2019opera \u00e8 portatrice, vero significante con molti significati, allora dobbiamo cercare di assommare tutte le informazioni ricavabili dalle svariate chiavi di lettura\u00bb.<\/strong> (M. Ciatti e C. Frosinini, in <em>L\u2019Angelico ritrovato. Studi e ricerche<\/em> <em>per la Pala di San Marco<\/em>, Sillabe 2008)<\/p>\n<p><strong><em>Cecilia Frosinini<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marco era un uomo cos\u00ec gentile, sempre pronto ad aiutare, a spiegare, a dare dalla sua grande esperienza. Fin all\u2019ultimo momento, alla conferenza su Perugino e Raffaellino alla Farnesina a Roma parlava del metodo necessario per la ricerca del futuro e commentava sul caso della Pala Dei di Raffaello a Santo Spirito a Firenze. Davo la parola a me, chi ha per anni imperato tanto con ogni visita della sua Fortezza. Grazie a Marco e i suoi colleghi!<\/p>\n<p><em><strong>Christa Gardner von Teuffel<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>We were very sad indeed to hear of the death of Marco. He had shown such courage and resilience over the last decade. He was unfailingly kind, helpful and courteous. His scholarly otput was also impressive &#8211; particularly as I know how much must be written for purely official business. He left an indelible mark and you too can take great satisfaction from your immense contribution to the OPD during the last years. It is rare to find such a decent human being as Marco, humble, hard-working and interested in other people. Given his illness and the difficulties of domestic life his achievement was amazing. Such people are extremely rare and precious.<\/p>\n<p><em><strong>Julian Gardner<\/strong>, Emeritus Professor of the History of Art at Warwick University<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Ricordo con piacere il primo esame sulla storia del restauro, sostenuto col prof Ciatti, veicolo per un mondo incredibilmente profondo che ha saputo trasmettere con estrema competenza delicatezza e rispetto. La sua assenza si sente&#8230; la sento nella sua interezza.<\/p>\n<p><strong><em>Sv\u00e8ta Gennai\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per Marco<br \/>\nHo avuto il privilegio di essergli collega nei 28 anni passati da Marco Ciatti come funzionario all\u2019Opificio, e di vederlo diventarne poi Soprintendente. Un incarico doppiamente positivo, perch\u00e9 ha premiato i suoi meriti e ha messo a capo di un Istituto davvero a carattere \u201cspeciale\u201d chi aveva maturato al suo interno una lunga e fruttuosa esperienza, premessa indispensabile per capire e gestire al meglio una realt\u00e0 cos\u00ec articolata e complessa.<br \/>\nE Marco lo ha fatto da par suo, innalzando ulteriormente l\u2019Opificio nel suo ruolo nazionale e internazionale, come centro operativo, scientifico e formativo di eccellenza. Dei tanti e felici esiti dell\u2019attivit\u00e0 di Marco molto si \u00e8 e sar\u00e0 giustamente scritto: a me preme in particolare sottolineare il suo spirito di servizio, costantemente e generosamente dedicato all\u2019Opificio e al pubblico interesse. E\u2019 quanto abbiamo ritrovato nella sua partecipazione al Comitato scientifico per l\u2019attuale restauro del Volto Santo di Lucca, dove ha portato il contributo di una competenza preziosa e insieme il dono della sua umanit\u00e0, benevola quanto coraggiosa. Vivr\u00e0 nel nostro ricordo riconoscente.<\/p>\n<p><strong><em>Annamaria Giusti<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il ricordo di Marco mi accompagner\u00e0 sempre, per la sua posizione ferma sui principi, in primo luogo etici della salvaguardia del Patrimonio, unita a grande serenit\u00e0 ed attenzione verso gli altri, dovute alla sua profonda consapevolezza e competenza.<\/p>\n<p><strong><em>Antonio Godoli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I have met Professor Marco Ciatti for the first time in 2011, when he kindly accepted our (Jan Matejko Academy\u2019s of Fine Arts in Krakow) invitation to share his knowledge during two-week course: Panel Paintings Initiative &#8211; Krakow Summer Institute. I knew his professional achievements; not once I have looked through his publications. His presentations in Krakow were just like this: amazing &#8211; full of knowledge, inspiring insights, passion to work. But besides that we were all stunned how warm, open kind and modest person he was. Everybody wanted to be around him and nobody wanted to finish questions or discussion. It was all so light and humorous. He came with a numerous publications in his hand luggage to enrich our library, he has been thanking for our hospitality so many times. After a few years, when I have visited the OPD, he gave me a wonderful and warm welcome. When I teach, every year since 2011, I tell the students about the Opificio delle Pietre Dure and Professor Marco Ciatti. I am very grateful to life that I could meet him. Now I want to express my warmest thoughts and condolences to Professor&#8217;s Family and his colleagues at the Institute.<\/p>\n<p><em><strong>Aleksandra Hola<\/strong>, adiunkt, Wydzia\u0142 Konserwacji i Restauracji Dzie\u0142 Sztuki. Akademia Sztuk Pi\u0119knych, Krak\u00f3w<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Caro Marco,<br \/>\n\u00e8 stata Cecilia di buon ora stamani a riportarmi nella realt\u00e0 del quotidiano che come uno struzzo avevo cercato di affondare per uscire, perdonami, dalla sofferenza che il tuo allontanamento ha determinato anche in me.\u00a0 Inutile tornare sulle tante qualit\u00e0 che facevano parte della tua figura professionale e umana che ho avuto il privilegio di conoscere nei tanti decenni a partire dagli anni universitari. Poi come funzionario e dal 2012 come \u201c nostro\u201d Soprintendente. Ed \u00e8 proprio all\u2019inizio di questo tuo mandato che sono particolarmente legata per i bellissimi ricordi che conservo dentro di me. Ti sono grata per avermi affidato in un periodo convulso successivo alla tua nomina in cui eri impegnato nel corso propedeutico alla tua nuova funzione, il tuo cuore palpitante: la Fortezza. Cecilia Frosinini, la nostra Cecilia, era assente negli Stati Uniti per un lunghissimo periodo. Ti sei fidato di me, senza la minima reticenza,\u00a0 e se mai l\u2019avessi avuta, l\u2019hai sapientemente occultata. Sempre in questo torno di tempo l\u2019Opificio si occupava del restauro a San Petronio a Bologna, mi riferisco ai portali della Basilica: e tu nonostante gli impegni e l\u2019assenza mi hai affiancato anche a distanza e sostenuto in maniera impagabile. Non potrei mai dimenticarlo. Come pure i lavori per il restauro del San Giovannino mediceo di Michelangelo che so bene quanta ansia ti abbia procurato. Ce l\u2019abbiamo fatta, spero con onore, \u00a0perch\u00e9 c\u2019eri tu che mi hai lasciato libera nelle scelte, anche sofferte. Mi hai sostenuto a spada tratta per il ricovero del gruppo scultoreo dell\u2019Amico Aspertini di Bologna in luogo confinato e protetto, anche se poi non c\u2019\u00e8 stato niente da fare. Sono state infinite le tue battaglie, ma la pi\u00f9 difficile e faticosa l\u2019hai dovuta combattere da solo: quella contro la tua malattia. E l\u2019hai fatto in maniera egregia, senza togliere niente al lavoro, ai tuoi affetti, insomma da grande uomo. Ci sono stati tra noi anche brevi, brevissimi screzi o dispareri e di questi ti chiedo di perdonarmi, ma anche tu conoscevi la mia dirompente ostinazione e sono certa li avrai messi da parte. Mi spiace aver peccato di vigliaccheria proprio all\u2019ultimo e non essere riuscita a vincere la paura del tuo allontanamento definitivo. Cos\u00ec non sono venuta a salutarti per l\u2019ultima volta e non riesco ancora a perdonarmelo. Sono certa che adesso tu sia in un bellissimo posto, circondato da presenze splendide che facevano parte dei tuoi affetti e che sono stati anche i nostri Maestri. Un posto dove non esiste la sofferenza n\u00e9 il dolore \u00a0che hanno governato la tua esistenza per tanti anni.<\/p>\n<p><em><strong>Maria Cristina Improta<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Caro Marco, tanti ricordi di quando eravamo giovani e abbiamo condiviso avventure impegni. Ci mancherai.<\/p>\n<p><strong><em>Diane Kunzelman<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ho amato. E\u2019 il Soprintendente a cui ho voluto pi\u00f9 bene (non se ne abbiano gli altri).<br \/>\nPerch\u00e9 \u00e8 stato sempre un gentleman, garbato ed elegante, sia nell\u2019aspetto che nei modi.<br \/>\nPerch\u00e9 abbiamo condiviso quasi 40 anni di Opificio.<br \/>\nPerch\u00e9 ne ha vissuto tutti i momenti, sia le glorie che i travagli dell\u2019Istituto<br \/>\nPerch\u00e9, da storico, ha sempre caldeggiato, promosso e adoperato la scienza, impiegandola convenientemente nel settore.<br \/>\nPerch\u00e9 ha coagulato le mani, le menti ed i cuori migliori per portare pi\u00f9 avanti la conservazione.<br \/>\nPerch\u00e9 si \u00e8 sempre battuto per migliorare l\u2019OPD.<br \/>\nPerch\u00e9 mi sono sentito orgoglioso di avere un superiore meritevolmente superiore.<br \/>\nPerch\u00e9 ho sempre ammirato la sua capacit\u00e0, non priva di sacrificio, di fronteggiare ci\u00f2 che va storto<br \/>\nPerch\u00e9 ha sempre interpretato il ruolo di guida dell\u2019Opificio ed io sono stato convinto e felice di seguirlo.<br \/>\nPerch\u00e9 non ha mai mollato di fronte alle difficolt\u00e0 di mantenere alta la dignit\u00e0 dell\u2019Istituto, specialmente di fronte a certe sordit\u00e0 ministeriali.<br \/>\nPerch\u00e9 ha sempre guardato avanti e in alto, fisso non in propositi propri, ma istituzionali.<br \/>\nPerch\u00e9 aveva il dono di una leadership coinvolgente e non oppressiva e mi ha sempre trasmesso fiducia.<br \/>\nPerch\u00e9 tutto ci\u00f2 che ha fatto lo ha fatto con passione, trasmettendo intorno quest&#8217;aura<br \/>\nPerch\u00e9 abbiamo condiviso un fortissimo senso di appartenenza all\u2019Opificio, quasi come un clan od un\u2019etnia.<br \/>\nGrazie di tutto questo e di molto altro.<br \/>\nGrazie fratello Marco<\/p>\n<p><strong><em>Giancarlo Lanterna<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho lavorato accanto a Marco per poco meno di due anni, quelli della mia presenza alla guida dell&#8217;Opificio, ma ho vissuto vicino a lui una vita intera, da quando, fiorentina trapiantata a Prato nel 1977 &#8211; e per l&#8217;appunto a breve distanza da casa sua &#8211; gi\u00e0 l&#8217;anno dopo ci muovevamo insieme ogni giorno fra Prato e il &#8220;Kunst&#8221; per preparare quel memorabile concorso per Ispettori storici dell&#8217;arte che di l\u00ec a poco avrebbe indirizzato i primi passi del nostro lavoro &#8211; lui a Siena io a Torino &#8211; plasmando le nostre passioni e la nostra comunanza.<br \/>\nDa allora la consuetudine con Marco non si \u00e8 mai arrestata, nei tanti anni in cui, seppure distanti, ci confrontavamo sulle reciproche esperienze (quante volte ho fatto tesoro della sua visione sul ruolo fondamentale della conservazione preventiva!), ci ritrovavamo in occasioni scientifiche, ci incrociavamo nel cuore del centro storico con le nostre famiglie o passeggiando insieme con i rispettivi cani.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 stato nel percorso comune verso la dirigenza, nel contatto quotidiano dell&#8217;intenso periodo presso l&#8217;Opificio, e ancora, dopo il suo pensionamento, nelle tante occasioni, pratesi e non solo, che fino all&#8217;ultimo ci hanno visti compartecipi, sempre con amicizia e condivisione.<br \/>\nLo straordinario cammino di Marco quale funzionario dello Stato, che lo ha posto a pieno diritto, come qui \u00e8 stato opportunamente affermato, &#8221; tra i grandi protagonisti della storia contemporanea italiana del restauro&#8221;, \u00e8 stato ricordato da molti e autorevoli testimoni.<br \/>\nDella sua capacit\u00e0 di diffondere il valore delle proprie doti istituzionali, scientifiche e umane, raccogliendo ovunque apprezzamenti e gratitudine, nonch\u00e9 importanti riconoscimenti, sono prova le parole dei colleghi, dei collaboratori e dei tanti allievi, dentro e fuori l&#8217;Opificio, che gli giungono con queste pagine.<br \/>\nA me piace intravederti a ritroso, in quel momento di emozione e suggestione profonda, seppure celata dalla tua riservatezza, che tante volte hai provato quando, come tu stesso hai sottolineato, sei riuscito durante il restauro a varcare l&#8217;incognito della volont\u00e0 espressiva dell&#8217;autore e &#8220;ad entrare all&#8217;interno del progetto artistico&#8221;: gioia pura per te, caro Marco.<\/p>\n<p><em><strong>Isabella Lapi<\/strong>, gi\u00e0 Soprintendente dell\u2019Opificio delle Pietre Dure<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho avuto la fortuna di conoscere il dr. Ciatti durante i miei anni di collaborazione in Opificio. A distanza ormai di dieci anni, ricordo ancora i suoi occhi luminosi, il suo sorriso sereno, l&#8217;essere aperto nel donare la sua conoscenza e competenza. Ricordo le nostre chiacchiere sull&#8217;arte, sulla scuola e sulla famiglia.<br \/>\nL&#8217;OPD \u00e8 stato per me un meraviglioso planetario fatto di tante stelle, una per ogni persona che ha lavorato e lavora l\u00ec a cui sono rimasta legata, e il dr. Ciatti era la stella guida per tutti.<br \/>\nCiao, a presto.<\/p>\n<p><strong><em>Adele Leccia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Addio Dott. Ciatti,<br \/>\nnon finir\u00f2 mai di ringraziarla per tutti gli insegnamenti che con generosit\u00e0 mi ha dato.<br \/>\nIl suo ricordo rimarr\u00e0\u00a0sempre nel mio cuore.<\/p>\n<p><strong><em>Linda Lucarelli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei tanti anni di collaborazione con Marco, un uomo di enorme cultura, non solo storico-artistica, ho sempre nutrito nei suoi confronti una stima immensa e un\u2019ammirazione sconfinata, non solo per le sue qualit\u00e0 umane e professionali ma anche, negli ultimi anni, per la forza con la quale aveva saputo affrontare e combattere la sua malattia restando sempre attivo in prima linea. Era anche un grande e lungimirante manager che ha portato l\u2019Opificio ad essere un modello di riferimento internazionale per lo studio e la conservazione dei Beni Culturali. La sua grandissima apertura mentale e la sua curiosit\u00e0 lo hanno spinto a coltivare e sviluppare, a livelli che non hanno eguali nel mondo, collaborazioni anche con tante istituzioni scientifiche fra le quali mi onoro che abbia voluto inserire quelle in cui lavoravo io. Ed era un uomo buono e mite, capace di stabilire con tutti dei rapporti che portavano al nascere di una profonda amicizia anche personale.<br \/>\nLa perdita di un amico come lui mi lascia un vuoto profondissimo, solo attenuato dalla dolcezza dei ricordi di tanti momenti belli vissuti insieme.<\/p>\n<p><em><strong>Piero Mand\u00f2<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ginevra Marchi, insieme a tutto lo staff del Centro Di, si uniscono al cordoglio della famiglia e dell\u2019Opificio delle Pietre Dure per la perdita di Marco Ciatti,<br \/>\nDirettore di Opd Restauro per tanti anni e di cui ricordiamo la competenza e la squisita gentilezza.<\/p>\n<p><strong><em>Ginevra Marchi e lo staff del Centro Di<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Marco Ciatti \u00e8 stato un punto di riferimento cos\u00ec importante nella mia vita, fatta di passione per il restauro. Rigore, seriet\u00e0 e passione hanno reso il dott. Ciatti, come l&#8217; ho chiamato per 42 anni, una guida, un fine teorico del restauro, presenza imprescindibile nell&#8217; affrontare ognuno dei numerosi casi, unici, affrontati insieme. Grazie, grazie.\u00a0 Sono affranta.<\/p>\n<p><strong><em>Paola Ilaria Mariotti<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Marco Ciatti nei primi due decenni di questo secolo ha contribuito in modo significativo al consolidamento del modello italiano del restauro, valorizzando cos\u00ec gli sforzi di coloro che lo avevano preceduto e ridando speranza alle nuove generazioni di restauratori.\u00a0\u00a0 Senza dubbio la lunghezza della sua militanza e il suo impegno istituzionale, lo collocano tra i grandi protagonisti della storia contemporanea italiana del restauro.<br \/>\nVorrei continuare a ricordare Marco ancora domani e domani l\u2019altro. Marco \u00e8 stato l\u2019esempio del coraggio nell\u2019affrontare la vita, possedeva una straordinaria capacit\u00e0 nel trasmettere serenit\u00e0 e speranza ai giovani e ai meno giovani, come me e come tanti altri che gli hanno voluto bene e che hanno ricevuto quei doni che lui dispensava ogni giorno con profonda generosit\u00e0.<\/p>\n<p><strong><em>Mario Micheli<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Caro dott. Ciatti,<br \/>\nNon dimenticher\u00f2 mai il mio primo giorno di corso all\u2019Opificio delle Pietre Dure, lei ci aspettava all\u2019ingresso, io spaventatissima, tachicardica e con gli occhi enormi, non sapevo cosa e dove guardare: Giotto, Raffaello, Rosso Fiorentino, alcuni dei dipinti presenti.<br \/>\nQuel giorno ci disse \u201cQuesta sar\u00e0 sempre la vostra casa\u201d. E cos\u00ec \u00e8 stato e ancora lo \u00e8! Molto, quasi tutto devo a lei e alla famiglia dell\u2019Opificio per quello che ho imparato, per quella che sono a livello professionale.<br \/>\nIl suo impegno, la sua costanza, la sua seriet\u00e0 e la sua passione sono sempre stati per me un chiaro esempio e un insegnamento solido e presente.<br \/>\nLe sar\u00f2 per sempre grata per le esperienze di lavoro che mi ha permesso di fare.<br \/>\nAnche oggi la saluto come eravamo soliti salutarci quando ci incontravamo la mattina presto in Fortezza \u201calleprati sempre!\u201d.<br \/>\nMi mancher\u00e0 tanto dott. Ciatti.<\/p>\n<p><strong><em>Debora Minotti<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una vita dedicata all&#8217;arte e alla sua tutela. Ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Marco Ciatti, per lungo tempo alla guida dell&#8217; Opificio delle Pietre Dure e membro dell&#8217;Accademia delle Arti del Disegno.<br \/>\nTanti, tantissimi i restauri che aveva seguito, curato e saputo divulgare al grande pubblico. Tra questi ricordiamo uno dei pi\u00f9 importanti interventi in Santa Croce: l&#8217;Ultima Cena di GiorgioVasari, danneggiata a seguito dell\u2019alluvione, recuperata con uno straordinario lavoro dopo pi\u00f9 di dieci anni di restauro e oggi un esempio di eccellenza nel campo della salvaguardia dei beni culturali.<\/p>\n<p><strong><em>Opera di Santa Croce<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con tutti i colleghi della Scuola di Restauro di Bologna, molti dei quali si sono formati nell&#8217;Istituto fiorentino, mi unisco al cordoglio per la scomparsa di Marco Ciatti, per lunghi anni guida rigorosa e sapiente dell&#8217;OPD, con il quale abbiamo avuto costantemente confronti molto costruttivi e proficui.<br \/>\nLe nostre pi\u00f9 sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari.<\/p>\n<p><em><strong>Alfonso Panzetta e i colleghi della Scuola di Restauro di Bologna<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un funzionario pubblico da cui imparare, un docente da ascoltare e da cui apprendere. Il Professor Ciatti era professionalit\u00e0, perseveranza, bravura, ars oratoria. Impeccabile e mai in ritardo, riusciva a trasmettere agli studenti la sua dedizione al lavoro ed il suo amore smisurato verso quei capolavori che, dopo esser passati dall&#8217;Opificio, erano diventati anche un po&#8217; &#8220;figli suoi&#8221;. L&#8217;attenzione alla formazione degli studenti era la stessa che rivolgeva al pubblico in genere, a cui ha voluto sempre garantire massima trasparenza attraverso le pubblicazioni dell&#8217;istituto. A lezione, nei convegni o conferenze non ha mai dimenticato di trasmettere la sua stima e gratitudine verso tutti i restauratori e collaboratori dell&#8217;Opificio, citandone spesso i nomi per dare ad ognuno il giusto merito.<br \/>\nApparentemente inflessibile, bastava iniziare a parlargli per coglierne l&#8217;anima gentile e generosa. Conserver\u00f2 sempre una foto che ci ritrae e che chiese di scattarci al termine della discussione della tesi di Specializzazione, di cui \u00e8 stato il relatore: rimarr\u00e0 sempre un dolce ricordo di quel giorno.<br \/>\n\u00c8 nostro dovere continuare a credere in tutto ci\u00f2 che ci ha trasmesso, spinto a continuare a fare, ed augurato di realizzare: questo conserver\u00e0 viva la sua memoria.<br \/>\nCon immensa stima e riconoscenza,<\/p>\n<p><strong><em>Letizia Paolettoni,<\/em><\/strong><em> Specializzata presso la Scuola di Specializzazione dell&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Firenze nel 2020<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Le mie pi\u00f9 sincere condoglianze alla famiglia di Marco Ciatti e all\u2019Opificio delle Pietre Dure. Il mondo del restauro ha perso un uomo di grande integrit\u00e0 ed impegno nella difesa del valore storico ed estetico dell\u2019opera d\u2019arte e del suo tempo vita. Il suo profondo interesse nell\u2019insegnamento ha avuto un impatto su generazioni di studenti dell\u2019Opificio e dell\u2019universit\u00e0 e non potremmo che essergliene grati. Marco ha considerato gli studenti come estensioni della cultura e del valore storico dell\u2019istituto nel mondo. Con dolcezza e con una conscia aggiudicazione di responsabilit\u00e0 ci chiamava \u201cle nostre bambine.\u201d Mi auguro che la memoria di Marco porti nuova linfa ad un istituto che grazie a lui \u00e8 ammirato a livello internazionale.<br \/>\nCon affetto,<\/p>\n<p><strong><em>Irma Passeri<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per oltre vent\u2019 anni ho incontrato Marco Ciatti in occasione di convegni, all\u2019Opificio, ai saloni del restauro o per progettare qualche pubblicazione con la casa editrice Edifir \u2026 non potr\u00f2 mai dimenticare il suo modo calmo e gentile nell\u2019affrontare le nuove proposte e nel risolvere i problemi!<br \/>\nLo ricordo con grande stima, riconoscenza ed affetto!<\/p>\n<p><em><strong>Giuseppina Perusini<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare Marco Ciatti da quando eravamo entrambi sedicenni. Siamo stati compagni al liceo Cicognini di Prato, al classico (era il primo della classe, ovviamente). Poi ci siamo iscritti entrambi a Storia dell\u2019arte, a Firenze, e abbiamo condiviso una parte del nostro piano di studi.<br \/>\nAltri hanno qui giustamente ricordato i suoi meriti scientifici e la fortuna di averlo avuto come collega. Ma qui vorrei ricordare Marco ragazzo: l\u2019amico generoso, simpatico, divertente, la sua bella casa e i pomeriggi a chiacchierare, ridere, parlare di politica-cinema-libri-fumetti, sentire dischi, studiare (beh, s\u00ec, pi\u00f9 o meno in quest\u2019ordine, quanto a importanza, almeno allora).<br \/>\nRicordo i viaggi in autostop per le interminabili vacanze degli adolescenti anni Settanta, fatte di mare, sole che scotta le spalle, scogli taglienti, bagni infiniti, mangiare pochissimo, notti in tenda e sogni.<br \/>\n\u00c8 soprattutto questo che mi vene in mente in questi giorni tristi.<br \/>\nGrazie Marco<\/p>\n<p><em><strong>Claudio Pescio<\/strong>, direttore Art e Dossier<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marco Ciatti mi \u00e8 stato caro esempio di umanit\u00e0 prima ancora che maestro nelle professioni del restauro. Nel dolore della sua scomparsa resta viva la certezza della fecondit\u00e0 della sua sapienza, frutto di attenzione profonda, messa sempre a disposizione generosamente e senza protagonismo, con lucida e rispettosa franchezza. Risposi in pace.<\/p>\n<p><strong><em>Pietro Petraroia<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"IT\">Non dimenticher\u00f2 mai la gentile accoglienza del dottor Marco Ciatti nel mio primo giorno di tirocinio al OPD, quando insieme ai suoi colleghi Cecilia Frosinini, Roberto Bellucci, Ciro Castelli ed Ezio Buzzegoli siamo andati a studiare le opere alla Pinacoteca di Siena, dove ho potuto avvicinarmi ai dipinti che fino ad allora erano stati per me quasi intoccabili. Le discussioni con specialisti dell&#8217;OPD, la collaborazione esemplare tra restauratore, storico dell&#8217;arte e scienziato, l&#8217;applicazione delle tecnologie e delle teorie del restauro sono stati fondamentali per me &#8211; il mio modello professionale \u00e8 stato definito. Successivamente, grazie alla generosa disponibilit\u00e0 del dottor Ciatti, si sono tenuti per sette anni conferenze con esperti dell&#8217;OPD sotto il patrocinio della Galleria Nazionale di Praga. Ripenso con affetto alle numerose visite del dottor Ciatti a Praga, durante le quali abbiamo esplorato diversi monumenti storici, la Cattedrale di San Vito, le esposizioni della Galleria Nazionale, il maestoso castello di Karl\u0161tejn ecc., arricchite da stimolanti discussioni. La sua profonda competenza e la capacit\u00e0 di cogliere l&#8217;essenza di ogni argomento sono sempre state per me fonte di ispirazione. Ricordo sempre il primo seminario, che \u00e8 stato per me come una rivelazione, quando la nostra comunit\u00e0 accademica ha potuto incontrare esperti che si occupano delle opere d&#8217;arte pi\u00f9 significative del mondo. Sono stati presentati interventi di restauro su opere legate a nomi come Raffaello, Leonardo o Giotto\u2026 Il contatto stretto con questa istituzione grazie a Marco Ciatti e ai suoi colleghi si \u00e8 ulteriormente sviluppato sotto forma di consulenze o progetti congiunti. Inoltre, desidero sottolineare l&#8217;importanza dell&#8217;ampia attivit\u00e0 editoriale dell&#8217;OPD, che rappresenta un pilastro nella letteratura consigliata per i nostri studenti.<br \/>\n<\/span>Senza dubbio, l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;OPD, guidata dal dottor Ciatti, ha lasciato un&#8217;impronta indelebile nella teoria, nella tecnologia e nella pratica del restauro nella Repubblica Ceca.<br \/>\nDottor Ciatti, Le siamo profondamente grati.<br \/>\nCon i miei colleghi esprimiamo le nostre pi\u00f9 sincere condoglianze alla sua famiglia e i suoi amici.<\/p>\n<p><em><span lang=\"IT\"><strong>Adam Pokorny<\/strong>, <\/span>Responsabile del dipartimento di restauro della Galleria Nazionale di Praga, <span lang=\"IT\">Responsabile della scuola di restauro dell&#8217;Accademia delle Belle Arti di Praga<\/span><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Carissimo Marco, te ne sei andato in punta di piedi , cos\u00ec come hai vissuto. Sempre discreto, con un distacco signorile verso il potere \u00a0e la carriera che pure ti ha dato grandi soddisfazioni, ma per te era importante fare le cose in maniera \u00a0seria \u00a0e nell\u2019 interesse della collettivit\u00e0.<br \/>\nNon hai avuto una vita semplice : essere presenti come siete stati tu e Grazia accanto a Giovanni ha richiesto impegno \u00a0e disponibilit\u00e0 e poi la malattia che hai combattuto con tanta tenacia tanto che tutti noi abbiamo creduto che tu l\u2019avresti sconfitta. Purtroppo non \u00e8 stato cos\u00ec.<br \/>\nMi sembra incredibile la tua scomparsa. Nella mia mente si affollano tanti ricordi legati ai lavori svolti insieme per pi\u00f9 di trent\u2019anni.<br \/>\nIl restauro \u00a0e la restituzione dei dipinti della pieve di San Leolino a Panzano nel Chianti fu l \u00b4inizio della nostra collaborazione.<br \/>\nA questo primo rapporto di lavoro se ne sono aggiunti tanti altri che hanno consentito di stabilire oltre alla stima e alla simpatia un rapporto di amicizia.<br \/>\nIn tutti i musei del territorio la presenza dell\u2019Opificio e quindi di Marco era costante : da Tavarnelle a SanCasciano,da Empoli( vorrei \u00a0ricordare il tuo libro sui Codici Miniati della Collegiata) a Certaldo e Castelfiorentino fino al Museo di Greve in Chianti.<br \/>\nPoi le mostre delle quali l\u2019ultima sulla coperta Guicciardini a Palazzo Davanzati corredata da un ampio volume sulla storia della coperta e sul suo restauro.<br \/>\nQuanti ricordi e quanti pensieri. Infine i nostri incontri a Castiglioncello alla messa di Don Francesco o in pineta o al mare.<br \/>\nCaro Marco, grazie sempre della tua gentilezza e disponibilit\u00e0 e del tuo esempio nel mondo del lavoro dove la competenza e il merito si accompagnavano al senso del dovere e alla interpretazione della figura del \u00a0funzionario pubblico non come gestore di potere ma come servizio alla collettivit\u00e0. Grazie, grazie ancora Marco di tutto.<\/p>\n<p><em><strong>Rosanna Caterina Proto Pisani<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Siamo profondamente addolorati nel venire a conoscenza della dipartita di Marco Ciatti, ammirato, rispettato e amato nel Museo del Prado, specialmente nel Dipartimento di Restauro. Le pubblicazioni e le conferenze impartite da Marco occuperanno sempre un posto importante nel campo della conservazione e del restauro internazionale, cos\u00ec come la sua personalit\u00e0 generosa, amabile e sempre disposta alla collaborazione rimarr\u00e0 sempre viva in tutti quelli che lo conobbero.<br \/>\nDesideriamo inviare il nostro pi\u00f9 profondo affetto a tutto il personale dell\u2019 O.P.D. e specialmente alla famiglia e agli amici di Marco.<\/p>\n<p><strong><em>Enrique Quintana,<\/em><\/strong><em> Coordinatore e Direttore del Dipartimento di Restauro e Documentazione Tecnica, Museo Nacional del Prado<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Il mio ricordo di Marco ha una lunga origine, a iniziare dalla collaborazione tra suo padre e mio nonno che fondarono insieme una piccola manifattura tessile a Prato proprio nell&#8217;edificio che sarebbe poi stato l&#8217;abitazione di Marco. Lo ritrovai poi a Siena dove inizi\u00f2 la sua attivit\u00e0 nel settore dei beni culturali e l&#8217;avvicinamento ai problemi del restauro che sarebbero stati l&#8217;oggetto principale dei suoi interessi professionali. Da allora cominci\u00f2 un&#8217;amicizia che \u00e8 durata fino a quando non ci ha lasciato procurando a me e a chi gli ha voluto bene e lo ha apprezzato un vuoto incolmabile. Da Siena pass\u00f2 all&#8217;Opificio che fu il suo felice ricetto per venti anni, fino a diventarne il soprintendente, giusto incarico dopo tutte le iniziative che aveva realizzato e che ha continuato a realizzare in ogni campo del restauro e che tutti conoscono, compreso la valorizzazione dell&#8217;Istituto anche in ambito internazionale e nelle tante iniziative e pubblicazioni eseguite. Ma io vorrei ricordare I momenti d&#8217;incontro nel suo ufficio nella Fortezza quando parlavamo dei problemi che ci riguardavano e con generosit\u00e0 mi dava le pubblicazioni che aveva contribuito a realizzare. Quei momenti fortificavano la nostra familiarit\u00e0 e il nostro affetto reciproco. Cos\u00ec lo voglio tener\u00a0 presente nella memoria e nel cuore anche se mi e ci ha lasciato fisicamente.<br \/>\nCiao Marco sei ancora qui con me.<\/p>\n<p><strong><em>Bruno Santi,<\/em><\/strong><em> gi\u00e0 Soprintendente dell\u2019Opificio delle Pietre Dure<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Professor Ciatti, questo sempre \u00e8 stato per me. Un insegnante straordinario, esemplare, rigoroso, esigente ma generoso, che sapeva trasmettere profonda conoscenza e passione per il restauro. Una presenza costante nella mia vita professionale a partire dalla formazione, un esempio e una guida che ha lasciato una traccia profonda e indelebile nella storia dell\u2019Opificio, nelle vite dei suoi allievi e di tutti i suoi collaboratori. Grazie Dottor Ciatti.<\/p>\n<p><strong><em>Sara Scatragli,<\/em><\/strong><em> Funzionario Restauratore, Palazzo Ducale, Mantova<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In Marco Ciatti, storico dell\u2019arte insigne, che per oltre dieci anni ha diretto l\u2019Opificio delle Pietre Dure con passione, competenza e risultati straordinari, splendevano intelligenza e cultura. Gli sar\u00f2 sempre grato per l\u2019intenso spirito collaborazione che ha caratterizzato il nostro lavoro comune, ma soprattutto per avermi fatto dono della sua amicizia.<\/p>\n<p><strong><em>Eike Schmidt<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Marco era unico. Unico per competenza, professionalit\u00e0, disponibilit\u00e0, ma anche per coraggio, affettivit\u00e0, sensibilit\u00e0. Un collega straordinario , sempre disposto ad ascoltare e a dare aiuto, collaborazione . Dotato di eleganza e onest\u00e0 intellettuali non comuni perseguiva senza tentennamenti i suoi obiettivi nel promuovere principi e metodi di una buona conservazione dei beni artistici, con un rigore assoluto accompagnato da una semplicit\u00e0 altrettanto assoluta. Scevro da qualsiasi ansia di competizione, coltivava il suo credo incrollabile nella necessit\u00e0 di un approccio\u00a0 al restauro capace di integrare arte, storia, scienza, metodo. E\u2019 un credo in cui mi riconosco anch\u2019io, che ci ha trovato fianco a fianco\u00a0 per tutti questi anni\u00a0 anche se in istituzioni diverse e che ha nutrito un\u2019amicizia mai venuta meno . Ciao Marco , grazie di tutto.<\/p>\n<p><strong><em>Magnolia Scudieri<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho conosciuto Marco e avuto la fortuna di collaborarci per la prima volta nel 1993. Da quel momento, per venticinque anni, tale piacere si \u00e8 rinnovato con costanza, consentendomi di crescere scientificamente e culturalmente. Ci sono state poi altre occasioni d\u2019incontro e di scambio, anche al di fuori dell\u2019Opificio. Sicuramente non sta a me enumerare e presentare i suoi molti pregi come storico dell\u2019arte e conservatore; voglio invece ricordare alcune sue doti umane non comuni quali la fiducia che riponeva in coloro che collaboravano con lui, la curiosit\u00e0 intellettuale e la grandissima forza d\u2019animo con cui affrontava l\u2019immane mole di lavoro di cui si faceva carico e, soprattutto, la lunga malattia, che non ha interferito o penalizzato i suoi numerosi impegni istituzionali e non istituzionali.<\/p>\n<p><em><strong>Claudio Seccaroni<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci ha lasciato una persona rara per le tante qualit\u00e0 che riuniva in s\u00e9. L\u2019amore per il suo lavoro, il senso delle istituzioni, la cultura, il rispetto per il prossimo, la correttezza in tutti i rapporti, il garbo e la gentilezza di Marco sono indimenticabili per tutti coloro che l\u2019hanno conosciuto. Ricordo poi la sua sobria discrezione e l\u2019assoluta mancanza di supponenza, aspetti addirittura insoliti in contesti dove talora prevale il desiderio di apparire. La cordiale semplicit\u00e0 tipica dei veri intellettuali \u00e8 stata la sua cifra. Dal punto di vista professionale ha dato molto e molto ha lasciato dietro di s\u00e9. La sua amata famiglia ha avuto la fortuna di vivere con una persona speciale che rester\u00e0 nei ricordi pieni di affetto, di stima e di rimpianto di tante persone<br \/>\nCon profondo affetto alla famiglia di Marco<\/p>\n<p><strong><em>Maria Matilde Simari<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Con dolore ho letto la notizia della scomparsa dell&#8217;amico Marco Ciatti, collega e Soprintendente di grande levatura. Delle occasioni di incontro e di lavoro comune avute con lui, conservo il ricordo di una persona di alto valore professionale, e di grandi qualit\u00e0 umane. Le mie condoglianze alla famiglia, e a chi ha lavorato al suo fianco.<\/p>\n<p><strong><em>Giuseppe Stolfi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Remembering Marco Ciatti<br \/>\nI first met Marco Ciatti in the palazzo on the Via del Capitano in Siena, which was the local seat of the Soprintendenza. This must have been in 1982. Marco was at the beginning of his career having won not that long before the competition for a post of inspector in the fine arts ministry. I was at work on my Ph.D. and came to those offices many times. There were several desks in the same space. Here were also Alessandro Bagnoli, Alberto Cornice, Alessandro Cecchi and nearby Serena Padovani. What a team and an advertisement for the ministry in its older self in which the emphasis was on the safeguarding of the territory rather than commercial exploitation of the country\u2019s patrimony.<br \/>\nWhen I next worked with Marco, I was at the Philadelphia Museum of Art and he was at the Opificio delle Pietre Dure where he would spend the rest of his career eventually ending up in the top position of soprintendente. And here too it was the territory that was of utmost importance. He and his colleagues oversaw the conservation of works of art of the entire cultural heritage. Marco recognized this treasure was held together by a delicate fabric that like a spider\u2019s web had to be carefully woven. Conservators were not charged to just clean art so that it came out shining, but to preserve it for the long term be it a museum, church, or some other location. Mark sincerely felt that his mission included the community in which the art, so to speak, lived and breathed.<br \/>\nWith Giorgio Bonasanti as soprintendente (and later Cristina Acidini), Marco, Cecilia Frosinini, and I conceived of a project to study all the panel paintings of Masolino and Masaccio together with my colleagues at the Philadelphia Museum of Art and our friends at the National Gallery in London. I believe that this was one of the first large-scale international collaborations for the Opificio. Similar to the world-famous Rembrandt project, it reviewed with the same technical equipment the complete oeuvre of the artists. An Opificio team was sent to New York, Washington, D.C., Naples, Pisa, the Vatican, Bremen, Munich, and Berlin.<br \/>\nMarco had a scientific bend of mind that made him particularly suited for his role at the Opificio. My only disagreement was over interpreting some of the hard evidence about the great Madonna in the Santa Maria Maggiore in Florence, sometimes attributed to Coppo di Marcovaldo. It was, however, a gentleman\u2019s discussion. Marco had at this core a kind heart and belief in professional partnership and respectful debate about evidence. Thanks to him, colleagues from at home and abroad would know that they would have an open door at the Opificio because Marco made it a truly welcoming place. No wonder he had so many heartfelt friends from the world over<\/p>\n<p><em><strong>Carl Brandon Strehlke<\/strong>, Curator Emeritus, Philadelphia Museum of Art<\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Gent.mo prof. Marco Ciatti,<br \/>\ndesidero ringraziarla per le energie e il tempo che ha investito nel creare i due volumi di Appunti per un manuale di storia e di teoria del restauro. Dispense per gli studenti.<br \/>\nUtilissimi agli allievi di restauro, delle generazioni passate, presenti e future, ma anche a noi restauratori che vi abbiamo trovato un valido alleato nella preparazione del Concorso per entrare a lavorare nel Ministero della Cultura.<br \/>\nGrazie!<br \/>\nChe la terra le sia lieve.<\/p>\n<p><strong><em>Alessia Strozzi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per pi\u00f9 di dieci anni l&#8217;Opificio delle Pietre Dure ha coadiuvato il personale scientifico del Castello Sforzesco nella fase sperimentale del restauro della sala delle Asse. In questo periodo abbiamo avuto il privilegio di lavorare con Marco Ciatti e con gli storici dell&#8217;arte e i restauratori dell&#8217;Opificio in una sfida tanto difficile. La personalit\u00e0 di Marco, la sua competenza, la sua lucidit\u00e0 e la sua umanit\u00e0 ci hanno accompagnato in questi anni, in una delle esperienze pi\u00f9 gratificanti che abbiamo sperimentato.<br \/>\nAver vissuto questo privilegio ci rende ancora pi\u00f9 amaro e triste ora dovervi rinunciare.<\/p>\n<p><em><strong>Francesca Tasso<\/strong>, Direttrice Area Musei del Castello, Musei Archeologici e Museo del Risorgimento, Direttrice ad interim Area Spettacolo, Castello Sforzesco &#8211; Milano<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi ricordo di te come una persona molto affettuosa, un collega cordialissimo e uno scienziato eccezionale. Ho apprezzato molto la nostra collaborazione internazionale, che hai sempre sostenuto. \u00c8 stato un piacere lavorare con te e ti sono grata per tutto. Ci mancherai tantissimo.<\/p>\n<p><strong><em>Cristina Thieme<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Caro prof, il suo impegno costante nei riguardi dell&#8217;arte e della conservazione \u00e8 stato un grande\u00a0 insegnamento che mi ha forgiato nel corso degli anni. Il ricordo per Lei sar\u00e0 sempre vivo e carico di affetto e stima. Buon viaggio anima rara e sensibile<\/p>\n<p><strong><em>Federica Tombesi<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 con profonda tristezza e commozione che ho appreso ieri la notizia della morte di Marco, un uomo straordinario, oltre che un grande storico dell\u2019arte ed eccellente Soprintendente dell\u2019Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Nell\u2019abbracciarvi tutti per la dolorosa perdita, che purtroppo tutti temevamo ma speravamo fosse il pi\u00f9 tardi possibile, vorrei porgere una riflessione su di lui come persona, pregandoti di volerla inoltrare alla sua famiglia.<br \/>\nMarco, nonostante il prestigioso e meritatissimo ruolo che ha rivestito, \u00e9 sempre stato anche una persona: accogliente, pronta a risolvere i problemi, lucida nelle decisioni, spesso difficilissime, mai supponente ! Metteva a suo agio le persone e non posso dimenticare le risate e l\u2019allegria condivisa, nonostante la vita lo avesse messo a dura prova, nel suo percorso familiare.<br \/>\nNon posso pensare che lui non ci sia pi\u00f9, anche con la sua signorilit\u00e0 ed eleganza di modi e di aspetto: un vero signore ovviamente anche nell\u2019anima, una persona davvero unica e speciale come\u2026non se ne trovano pi\u00f9!<br \/>\nCon lui si chiude un\u2019epoca, davvero prestigiosa, che ha reso l\u2019Opificio ancor pi\u00f9 famoso in tutto il mondo. Credo che l\u2019impegno di tutti voi sia quello di continuare nel percorso da lui indicato: ha lasciato molti semi che sicuramente germoglieranno e lo manterranno sempre vivo e presente accanto a tutti noi.<\/p>\n<p><strong><em>Annalisa Zanni<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Certamente Marco Ciatti quando entr\u00f2 nel Ministero recit\u00f2\u00a0 la formula\u00a0 solenne che anche io, qualche anno dopo, fui chiamata a pronunciare : \u201cPrometto\u00a0 di\u00a0 essere\u00a0 fedele\u00a0\u00a0 alla\u00a0\u00a0 Repubblica,\u00a0\u00a0 di \u00a0osservare<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":14663,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_EventAllDay":false,"_EventTimezone":"","_EventStartDate":"","_EventEndDate":"","_EventStartDateUTC":"","_EventEndDateUTC":"","_EventShowMap":false,"_EventShowMapLink":false,"_EventURL":"","_EventCost":"","_EventCostDescription":"","_EventCurrencySymbol":"","_EventCurrencyCode":"","_EventCurrencyPosition":"","_EventDateTimeSeparator":"","_EventTimeRangeSeparator":"","_EventOrganizerID":[],"_EventVenueID":[],"_OrganizerEmail":"","_OrganizerPhone":"","_OrganizerWebsite":"","_VenueAddress":"","_VenueCity":"","_VenueCountry":"","_VenueProvince":"","_VenueState":"","_VenueZip":"","_VenuePhone":"","_VenueURL":"","_VenueStateProvince":"","_VenueLat":"","_VenueLng":"","_VenueShowMap":false,"_VenueShowMapLink":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-14657","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-non-categorizzato"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.4 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Per Marco Ciatti (Prato, 1 luglio 1955 \u2013 20 aprile 2024). 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